" IL MISTERO DELL'AMORE  è PIù GRANDE  del MISTERO DELLA MORTE"

 Oscar Wilde


LETTERATURA

Il Simbolismo: Giovanni Pascoli.
Il poeta veggente e il fanciullino.

Il Simbolismo:
Nella produzione letteraria della seconda metà dell’Ottocento si manifesta il disagio dell’artista nei confronti della società della borghesia che celebrava il trionfo della scienza. Il poeta si considera estraneo al mondo esterno che lo circonda e reagisce o isolandosi o protestando contro il progresso. Il poeta vive in un esasperato individualismo, cercando esperienze estreme e spesso distruttive e provocatorie celebrando l’arte come valore assoluto. Il conflitto dell’artista con la società è avvertito dai poeti maledetti francesi, fondatori della lirica moderna e innovatori della poetica di quell’epoca.

In Arte:

Nelle arti figurative il simbolismo nasce in accordo con le teorie e i lavori dei neo-impressionisti soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione di soggetti ispirati dalla natura a cui i simbolisti attingono fermamente. Il simbolismo è dedicato ad un pubblico colto e sensibile per via dei suoi contenuti molto complessi da decifrare.Influenzati dalla letteratura simbolista francese, soprattutto da Stéphane Mallarmé e da Baudelaire, tentano di recuperare nei loro quadri la spiritualità di tutto ciò che esiste nella realtà ma non è direttamente visibile dall'occhio umano.

La morte del becchino (1895) di Carlos Schwabe

molte delle opere di Carlos Schwabe sono state utilizzate come illustrazioni della raccolta di poesie di Baudelaire , " I fiori del male.

Il poeta veggente 


 i poeti veggenti o poeti vate sono colore che pensano di poter anticipare o plasmare il futuro attraverso la loro poesia, le loro parole. Prendono ispirazione dalla "lettera del veggente" di Rimbaud dove spiega come diventare veggenti ovvero dopo un lungo immenso e volontario sgretolamento dei sensi, un viaggio all'interno della propria anima fino a quando essa non si fonde con quella del mondo. 

Giovanni Pascoli

Il carattere dominante della poesia di Pascoli è costituito dall’evasione della realtà per rifugiarsi nel mondo dell’infanzia, un mondo rassicurante, dove l’individuo si sente isolato ma tranquillo rispetto ad una realtà che non capisce e quindi teme. Pascoli esprime questa sua poetica in uno scritto che intitola “Il fanciullino”.

Egli afferma che in tutti noi c’è un fanciullo che durante l’infanzia fa sentire la sua voce, che si confonde con la nostra, mentre in età adulta la lotta per la vita impedisce di sentire la voce del fanciullo, per cui il momento veramente poetico è in definitiva quello dell’infanzia. Di fatti il fanciullo vede tutto per la prima volta, quindi con meraviglia; scopre la poesia che c’è nelle cose, queste stesse gli rivelano il loro sorriso, le loro lacrime, per cui il poeta non ha bisogno di creare nulla di nuovo, ma scopre quello che già c'è in natura.

La poesia si presenta quindi con un carattere non razionale, ma intuitivo. L’atteggiamento del fanciullo gli permette di penetrare nel mistero della realtà, mistero colto non attraverso la logica, ma attraverso l’intuizione ed espresso con linguaggio non razionale ma fondato sull’analogia e sul simbolo.

La funzione del simbolo è proprio quella di far comprendere il senso riposto nella realtà, per mezzo di collegamenti apparentemente logici fra oggetti diversi, attraverso l’associazione di colori, profumi, suoni di cui si può percepire la misteriosa affinità, attraverso la scelta delle parole non per il loro significato concreto ed oggettivo, ma per le suggestioni che sono in grado di evocare. La poesia quindi può avere una grande utilità morale e sociale; il sentimento poetico che è in tutti gli uomini li rende fratelli nel comune dolore.

Il gelsomino notturno

E s'aprono i fiori notturni,

nell'ora che penso a' miei cari.

Sono apparse in mezzo ai viburni

le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:

là sola una casa bisbiglia.

Sotto l'ali dormono i nidi,

come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala

l'odore di fragole rosse.

Splende un lume là nella sala.

Nasce l'erba sopra le fosse.

Un'ape tardiva sussurra

trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l'aia azzurra

va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s'esala

l'odore che passa col vento.

Passa il lume su per la scala;

brilla al primo piano: s'è spento . . .

È l'alba: si chiudono i petali

un poco gualciti; si cova,

dentro l'urna molle e segreta,

non so che felicità nuova.

gelsomino notturno,comunemente chiamato " bella di notte " 

STORIA

La misteriosa figura di Rasputin

C’è chi lo ha definito la principale causa del crollo dell’Impero Zarista, chi lo considerava un santone chi un semplice avventuriero e grande seduttore. Di sicuro Gregori Efimovic Rasputin è stato uno dei personaggi più famosi e discussi dei primi del novecento Russo, forse  il punto finale di un epoca sconvolta dalla rivoluzione russa e dalle due guerre mondiali. Nato in Siberia da una famiglia di contadini si pensa nel 1870 (anche la sua data di nascita è un mistero) già da piccolo egli dimostrava doti sovrannaturali, durante una polmonite acuta il piccolo Gregori sogna la Vergine Maria che miracolosamente lo cura dalla malattia. Dopo una gioventù di vizi e dissolutezze e dopo aver avuto moglie e due figlie, abbandona tutto e segue una trascinante fede religiosa. Per questo viene infatti ricordato come il “monaco”. Ottiene presto fama di santone dotato di proprietà miracolose grazie alle sue indubbie doti di suggestione, ottenendo l’interesse di molte personalità vicine alla corte dello Zar. Ed è qui che parte il suo mistero. In poco tempo quest’uomo enorme nella mole quanto nei suoi appetiti sessuali, conquista la corte (grazie anche ai miglioramenti nella salute del piccolo Zarevic Alessio, il figlio molto malato della coppia reale, meriti che Rasputin riesce ad accaparrarsi) e diventa la persona più influente di Russia. La sua personalità “magnetica” e la potente vitalità ne fecero l’autentico e tenebroso arbitro delle intricate vicende di corte giungendo a condizionare pesantemente persino le scelte dello Zar Nicola e ne fecero il protetto della Zarina, Chi era realmente quest’uomo? Era davvero dotato di poteri paranormali e taumaturgici? Riusciva a controllare mentalmente le persone come si narrava o era soltanto un rozzo contadino dotato di grandissimo carisma e magnetismo? Il mistero non è stato risolto mai durante la sua vita e tanto meno dalla sua morte. Infatti Rasputin ha alimentato la sua leggenda anche nell’ora della sua fine. Invitato con l’inganno ad un appuntamento che ne avrebbe sancita la morte da parte di alcuni cospiratori che vedevano in lui la causa degli ultimi disastri politico-militari della Russia, al “monaco” vengono serviti dei pasticcini pieni di veleno. Ciascuno avrebbe potuto uccidere più di una persona. Il “monaco” ne assaggia uno, poi un altro, poi un altro ancora. Felix Felicsevic Yussupov, il suo anfitrione, lo guarda esterrefatto, suda freddo, comincia a dubitare della possibilità di uccidere il “mostro”.

 Rasputin chiede da bere, Felix nel riempire la coppa versa ancora veleno, in abbondanza, veleno di cui è certa l’efficacia avendola egli stesso testata alcuni giorni dopo dandone alcuni rimasugli a un cavallo ferito che morirà tra atroci dolori in pochi minuti. Ma Rasputin resiste, non crolla, sorride sornione e gigioneggia, addirittura ne chiede ancora. “Allora è vero” pensa Felix “non si può fare nulla contro di lui, è una forza della natura, un protetto di Satana”.

La rivoluzione di febbraio e la nascita della repubblica

L’8 marzo le manifestazioni e le sommosse diventarono una vera e propria rivoluzione, che fu chiamata rivoluzione di febbraio, perché quel giorno, nel calendario russo, corrispondeva al 23 febbraio. I rivoluzionari s’impadronirono rapidamente di Pietrogrado, ma il governo non si rese conto della loro forza e ordinò lo scioglimento della Duma. I deputati rifiutarono di sciogliersi, ma non si posero alla testa del movimento rivoluzionario, che fu invece guidato dal Soviet ( un comitato in cui erano rappresentati gli operai e i soldati, le due forza che avevano dato inizio alla rivolta).

La conquista del potere da parte dei bolscevichi e la nascita della dittatura

Il successo accrebbe il prestigio dei bolscevichi tra gli operai e i soldati e spinse Lenin a rompere gli indugi, anche perché i contadini erano in rivolta in molte zone. Verso la fine d’ottobre, Lenin propose al comitato centrale del partito di tentare la conquista del potere, ma altri dirigenti bolscevichi si opposero temendo che una mossa azzardata potesse mettere a rischio le posizione conquistate fino a quel momento. Alla fine Lenin prevalse e fu decisa l’insurrezione per la notte fra il 6 e il 7 novembre 1917 ( nel vecchio calendario russo corrispondo al 24 e il 25 ottobre). L’insurrezione costituì un momento culminante di un processo rivoluzionario. Lo scontro decisivo si svolse soltanto a Pietrogrado, nel cuore del paese, ed ebbe un rapidissimo svolgimento: l’8 novembre, dopo avere occupato il resto della città, i bolscevichi attaccarono il Palazzo d’Inverno, sede del governo Kerenskij. Nello stesso giorno il congresso dei Soviet diede il potere ai bolscevichi, che formano un nuovo governo, definito: “ Soviet dei commissari del popolo “, guidato da Lenin. Ne facevano  parte i maggiori dirigenti: Trockij fu nominato commissario agli affari esteri e Stalin commissario alla nazionalità.


DIRITTO

Introduzione:

 

I dittatori sono considerati dal popolo come una possibile soluzione a tutti i problemi di ordine sociale ed economico ( problemi scaturiti soprattutto durante i conflitti mondiali) perché essi si fanno voce della comune sensibilità, ma spesso le vere intenzioni dei dittatori non sono quelle di aiutare il popolo, ma di raggiungere il potere (economico, politico e militare) con qualsiasi mezzo. Grazie alla propaganda riescono a creare un immagine positiva di loro stessi per così attuare tutti i piani più oscuri e misteriosi per poi passare inosservati.

Tutte le dittature operano con un sistema che le accomuna: c’è sempre un nemico da combattere, c’è sempre l’imposizione di unica ideologia e c’è sempre il potere concentrato nelle mani di poche persone . Chiaramente tale operato viene occultato al popolo, che li elogia e riconosce in loro l’unica figura di salvezza.

Lo Stato dittatoriale (di destra e di sinistra)

Lo Stato dittatoriale è dunque lo Stato che non è di tutti, essendosene impadronita una solo una parte (che a volte rappresenta la maggioranza della società) la quale non tiene alcun conto dell’altra ( minoranza) .

E’ evidente che uno stato di questo genere non potrà mai riconoscere i diritti ai cittadini, in posizione d’uguaglianza; tenderà a concentrare al massimo il potere politico, per renderlo forte ; non si assoggetterà a regole giuridiche fatte da un parlamento rappresentativo dei cittadini, trovandosi nella necessità di operare contro i proprio avversari senza alcuna remora. Si tratta insomma del contrario dello Stato di diritto.

Con una schematizzazione, si possono distinguere gli Stati dittatoriali ( o dittature ) “di destra “ da quelli “ di sinistra”.

Le dittature di destra si sono sviluppate tra le due guerre mondiali con lo scopo di arrestare i processi di democratizzazione dello Stato, attraverso la repressione della classi subalterne. L’esempio più chiaro è rappresentato dallo Stato fascista. Esso si instaurò in Italia a partire dal 1922 e fu imitato in numerosi Paesi europei ( nella forma della dittatura più spietata, nella Germania nazista), per combattere l’avanzata dei partiti socialisti.

Le dittature di sinistra sono state rappresentate dagli stati socialisti, affermatisi a partire della Rivoluzione sovietica del 1917 e venuti meno, in Europa , a partire dal 1989, anno della caduta del muro di Berlino.

Charlie Chaplin nel film il grande dittatore


INGLESE

Terrorism and security

Terrorism movements have operated in Europe and many other parts of the world for a long time, but the 2001 attack on the Twin Towers in New York was a was a particularly shocking event. The subsequent “ war against terrorism “ has led to the introduction of new police powers in many countries , especially the USA and Britain , which are causing a lot of concern. There are fears that governments and police are using security as an excuse to take away people’ s basic freedoms. New laws give the police extra powers to hold people in detention and to check on private phone calls and e-mails. Security services are building up databanks of personal information and DNA samples.

Globalisation has brought a new global awareness of world problems and a greater willingness among almost all countries to cooperate to find solutions. Scientists, doctors, engineers, diplomats , teachers and experts in many other fields, from all over the world, are working together in countless international organizations to improve the condition of our planet and the lives of all the people who live on it. And there has been a lot of progress. Recent decades have seen a big increase in the production of food and a fall in the percentage of people living in poverty.

Although still high, the rate of population increase is going down.
Many developing countries are showing significant improvements in living conditions and people are living longer. Science and technology continue to advance and give us hope that together we can create a better future.

the twin towers


Link utili:

Informazioni sulla Perestrojka 

Informazioni su Charles Baudelaire 


Video utili:

Il gelsomino notturno